​Osteria Enoteca Baccicin du ​Caru
03/02/2016, 18:06

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Wine&Siena-2016,-un-promettente-inizio
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 Non poteva vantare migliore scenografia la prima edizione di Wine&Siena



Non poteva vantare migliore scenografia la prima edizione di Wine&Siena, manifestazione dedicata alle eccellenze vitivinicole toscane e non soltanto. Infatti, oltre all’indiscusso fascino della splendida Toscana e di una delle sue più belle città, Siena, le oltre 550 etichette presentate da 150 produttori hanno trovato spazio nelle suggestive location di Rocca Salimbeni, storico palazzo risalente al XIV secolo e del Grand Hotel Continental, affascinante struttura 5 stelle nel cuore antico della città. Svoltasi il 30 e 31 gennaio, la manifestazione, organizzata da Helmut Köcher, creatore del fortunato MeranoWineFestival, ha promosso e valorizzato le eccellenze del terroir con il vantaggio accessorio, ma non meno importante, di richiamare un flusso turistico di appassionati del vino e operatori del settore. 

Nell’antica Rocca Salimbeni, oggi sede centrale del Monte dei Paschi di Siena, si sono degustati i vini rossi e quelli dolci, mentre ai banchi di assaggio allestiti al Continental si trovavano bianchi e bollicine, con la presenza di oltre 100 aziende toscane e 50 produttori provenienti dalle più rinomate regioni vitivinicole nazionali. A corollario della rassegna, nello spazio esterno di piazza Salimbeni una cinquantina di artigiani del gusto toscani hanno presentato i loro prodotti. 
Tra le auguste sale di Rocca Salimbeni le antiche opere d’arte, tra la Galleria del Peruzzi, l’archivio storico e la scenografica scalinata dell’architetto Spadolini, sembravano ammiccare ai capolavori del gusto, impegnati a diffondere i loro seducenti bouquet dai calici. Alternando soste tra cantine prestigiose e produttori meno noti, vi raccontiamo di alcuni vini che ci hanno particolarmente colpito, a partire dal Sangiovese bianco dell’azienda "Casa alle Vacche" che, sprigionando note floreali e di frutti di bosco, si è rivelato fresco e con buona acidità al palato. Nei profumi ricorda la primavera, con note floreali di ginestra e di gelsomino, la Vernaccia di San Gimignano Riserva docg delle Tenute Guicciardini Strozzi, vino che al palato si rivela caldo e di grande struttura, con buona persistenza gustativa. Passando ai rossi una prima menzione la dedichiamo al Tribolo 2010 Orcia Sangiovese doc del Podere Albiano, un calice che seduce attraverso bagliori rubino intensi e deliziosi sentori di frutta matura e marasca, rivelandosi morbido ed elegante al palato. E’ un classico nel panorama enologico nazionale ed internazionale il Brunello di Montalcino docg prodotto fin dal 1892 da Fattoria dei Barbi, vino di grande finezza che rimane un esempio di perfetta unione tra la grande tradizione del territorio e la migliore enologia moderna. Standing ovation per Ornellaia 2012: sentori fruttati e speziati introducono alla degustazione di questo vino, vero capolavoro del gusto, al palato ben rotondo, pieno e generoso, con tannini morbidi e trama finemente vellutata. Un grande vino, la cui opulenza è velata dalla struttura espansiva, sorprendente e persistente. Menzione anche per Orcia doc Capitoni, annata 2012, risultato un calice di vino ampio, con aromi di frutta rossa e nera e lieve speziatura, al palato si presenta armonico ed equilibrato con allunghi ricchi di sapidità, donata dal particolare terreno dove crescono le viti, che racchiude un fondale marino pliocenico, come testimoniano i frammenti di conchiglie fossili presenti anche al banco di degustazione. 
Va sottolineato che, accanto ai grandi rossi ed alle più antiche doc toscane, erano presenti bollicine del Franciacorta e bianchi del Nord-Est, corposi vini piemontesi, vitigni adriatici autoctoni e, a rappresentare l’eroica viticoltura ligure, anche l’azienda Lunae. 

In serata ci ha accolti Gaia Mini nel confortevole salone con caminetto di Borgo Grondaie, hotel e residence immerso nel verde a poca distanza dal centro cittadino. Qui, nel corso di un’informale cenetta, ci siamo ritrovati attorno al tavolo in gruppo misto, produttori, chef, giornalisti, blogger e, oltre a discernere sulla manifestazione appena conclusa, ci si è concessi un’ultima degustazione di qualità. Abbiamo apprezzato la semplice perfezione della pasta aglio, olio e peperoncino preparata dallo chef Carlo Molon dello Sheraton Lake Como, innaffiata dal Brunello di Montalcino Col di Lamo di Giovanna Neri, vino dai riflessi purpurei nel bicchiere, che accoglie con note di prugna e mora, presentandosi rotondo ed equilibrato al gusto. Un altro giro e si degusta il vero pesto al mortaio preparato da Gianni Bruzzone, patron di Osteria Enoteca Baccicin du Caru a Mele, alture genovesi. E’ poi la volta di Roberto Rappuoli che  ci presenta un’altra eccellenza del territorio toscano, la birra artigianale del Birrificio San Quirico in Val d’Orcia, bevanda di raffinata semplicità, con profumi floreali e fruttati, lieve e rinfrescante al palato con finale piacevolmente amarognolo. Per concludere degnamente la serata arrivano sul tavolo anche gli squisiti dolci senesi de La Fabbrica del Panforte: dai classici Panforte e Panpepato, ai morbidissimi Ricciarelli, che apprezziamo sia nella versione alla mandorla che in quella al cioccolato. 

Emozioni olfattive e gustative si sono rincorse per tutte queste giornate toscane, che si chiudono lasciandoci in attesa della prossima edizione del Wine&Siena che, siamo certi, si farà. Nel frattempo il prossimo appuntamento per tutti gli appassionati di vini è a Montalcino dove, dal 19 al 22 febbraio, è in programma la manifestazione "Benvenuto Brunello". 

ANTONELLA SCOTTO



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